Confermata l’esistenza del bosone di Higgs

 

Come accennato ieri, l’attesa durata 48 anni è terminata, gli scienziati del Cern, durante l’attesissima conferenza stampa tenutasi questa mattina, hanno affermato di aver rinvenuto una nuova particella subatomica che potrebbe essere proprio il bosone di Higgs. Il condizionale rimane d’obbligo.

Fanno bene gli scienziati ad usare il condizionale anche se ormai vi sono ben pochi dubbi in merito. Le dichiarazioni del direttore generale del Cern, Rolf Heuer, parlano di una scoperta che apre la strada a nuovi studi che potrebbero rivelare nuovi aspetti, sinora solo ipotizzati, sulle cause che hanno portato alla formazione dell’universo.

Presente in sala anche l’ottantatreenne Peter Higgs, scienziato che ipotizzò l’esistenza della particella (che poi prese il suo nome), ben 48 anni fa e che oggi era visibilmente emozionato per i risultati raggiunti.

Per cercare di inquadrare, seppur in modo sommario, l’importanza della scoperta riportiamo la descrizione della Particella di Dio presente su Wikipedia:

Il bosone di Hoggs giocherebbe un ruolo fondamentale in quanto portatore di forza del campo di Higgs, che secondo la teoria permea l’universo e, mediante rottura spontanea di simmetria dei campi elettrodebole e fermionico, conferisce la massa alle particelle.
La sua importanza è anche dovuta al fatto che può garantire la consistenza del Modello standard, che senza di esso descriverebbe processi con una probabilità maggiore di uno, risultando inefficace.

Alla scoperta sono giunti due gruppi indipendenti: ATLAS e CMS. Questa assonanza di risultati è importante per garantire la veridicità della scoperta anche se, come già accennato, il condizionato utilizzato durante la presentazione indica che occorrono nuovi e più approfonditi studi.

Fonte: urlCern
 
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