Facebook, un social network… da cani

 

Un miliardo di utenti, forse di più, ma non sono tutti esseri umani. Se si eliminano i profili degli animali, dei marchi, delle pagine umoristiche e di altro “rumore digitale” si scopre infatti che gli iscritti non hanno ancora superato la fatidica soglia del miliardo di iscritti e gli adolescenti migrano sempre più verso soluzioni mobile e cloud.

Internet evolve sempre più velocemente ed è difficile anche per i maggiori protagonisti della scena seguirne le evoluzioni. Prima del 2004 Facebook non c’era e ora, in meno di 10 anni, è divenuto uno dei più grandi social network della Terra.

Al tempo stesso però, nello stesso lasso di tempo, sembra già aver fatto il suo tempo, gli utenti aumentano ma aumenta anche il numero di quelli inattivi e gli adolescenti lo usano sempre meno, preferendogli soluzioni mobili e cloud, con una comunicazione più veloce e consultabili da smartphone e tablet, sempre più preferiti a computer desktop e anche notebook.

No, non parliamo nemmeno di Twitter, ma di altre realtà come WhatsApp o Tumblr. Per il magnate della comunicazione Rupert Murdock anzi i segni sono tali da poterli già paragonare all’inizio del crollo di MySpace, gigante dei social network prima di Facebook, ormai ridotto in fin di vita.

FaceBook-Page-Beast-Mark-Zuckerberg

Sembrerebbe inoltre che quella fatidica cifra di un miliardo di utenti non sia ancora nemmeno stata realmente raggiunta. Secondo un report di Quartz infatti se si tolgono dal calcolo i profili fake, quelli umoristici, quelli che fanno riferimento a un animale, quelli creati per promuovere brand o attività commerciali etc. si ritorna ampiamente sotto la soglia, a meno di 900 milioni di iscritti realmente umani.

Il problema comunque non sembra essere solo questo quanto l’incapacità, in appena 9 anni, di saper rispondere ai cambiamenti del Web. Non è un caso quindi se le azioni di WhatsApp, che non ha nemmeno la metà degli iscritti rispetto a Facebook, valgano in borsa molto di più di quelle del sito in blu, costituendo una piattaforma molto più appetibile per l’advertising in quanto in grado di raggiungere fasce di consumatori più interessanti per l’industria.

La sensazione quindi è che Mark Zuckerberg e soci dovranno presto inventarsi qualcosa se non vogliono rischiare di trasformarsi velocemente nel più grande social network di animali e scherzi.

Recentemente ci hanno provato con l’app Facebook Home, che però ha ricevuto più critiche negative che altro. Forse, a meno di trent’anni di età, i vertici di Facebook sono già troppo vecchi per capire il Web e presto ci sarà bisogno di CEO 15enni, fatto sta comunque che Facebook scende e WhatsApp et similia salgono.



Fonte: urlANSA
 

 

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