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Risultati da 1 a 4 su 4
  1. #1

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    "Una fotografia è ..."





    Voi che siete più esperti di me.. cosa ne pensate?

    Sembra un pensiero interessante.
    Attento a te, mondo!

  2. #2
    Fabbricante di Sogni
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    Per prima cosa, pensa a chi ha scritto questa frase e al periodo in cui ha vissuto, e come ha vissuto, la fotografia.

    Diane Arbus è molto particolare, o la ami, o non riesci a guardare i suoi scatti. E forse è quello che lei voleva ottenere: mettere a disagio l'osservatore con foto in cui persone "differenti" nel loro proprio ambiente sembravano essere a loro agio nella normalità. Da lì, nasce la domanda su cosa sia la normalità.

    Di lei ammiro il modo di pensare la fotografia... o, meglio, di pensare l'essere fotografo: lei non modifica una scena che non va, ma si adatta alla scena per farla rendere al meglio. Fantastico!

    Visto il background, veniamo al dunque... perché ha detto questo?

    Io credo, ma è una mia opinione, che lei intenda il primo segreto come il rapporto che si crea tra fotografo e soggetto ripreso, ed è questo "segreto" che permette di raccontare il secondo segreto, ossia la storia intima di quel soggetto, il suo disagio nonostante l'apparente normalità. Questa comprensione profonda permette al fotografo di raccontare tantissimo (con l'inquadratura, con la luce, con la grana... importantissima per la Arbus), ma questa mole di informazioni è talmente elevata e profonda e violenta che chi guarda la foto non riesce a percepirla, e si ferma solo al "primo livello di lettura"... il "like/dislike" di oggi, per ridurre ai minimi termini. Così, il segreto viene mantenuto, in attesa che altri occhi guardino...

    Ripeto, è solo una mia opinione... mi piace immaginarla così, e mi piace immaginare che chi osserva una foto abbia la possibilità di fermarsi alla prima porta chiusa, oppure di volerla aprire per entrare in casa del fotografo...
    Ogni pistola ha la sua voce... e questa la conosco...

  3. #3

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    Wow, grumble! Niente male!

    Grazie!

    Molto molto interessante!
    Attento a te, mondo!

  4. #4

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    Io volevo dire la mia: sono d'accordo con ciò che ha detto grumble.

    In effetti, se il fotografo aveva in mente di catturare una specifica caratteristica che solo lui ha notato durante l'interazione con il soggetto, mi sembra difficile che lo spettatore (perlomeno quello "medio") riesca a captare questa caratteristica.

    Sotto questo punto di vista secondo me la parte "contenutistica" e simbolica della foto potrebbe assumere una notazione ermetica.

    Però dipende dal fotografo. C'è anche chi segue le regole standard per scattare una fotografia nel modo più efficiente in base alla circostanza, senza nessun altro particolare intento extra ottenendo comunque un risultato che rispetti gli standard che ci si è proposti di raggiungere e mantenere.
    Attento a te, mondo!


 

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