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  1. #1

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    Suicidio assistito ed eutanasia

    Si è tolto la vita assistito dal personale di una clinica Svizzera. Alla famiglia non aveva detto nulla, e ora i parenti vogliono sapere se è stata rispettata la legge. Pietro D'Amico, 62 anni, sostituto procuratore generale di Catanzaro fino a tre anni fa, quando aveva deciso di dimettersi dalla magistratura, ha deciso di andarsene così. Silenziosamente, e di nascosto, tenendo all'oscuro delle proprie intenzioni i suoi familiari.

    Pietro Giamborino, cugino dell'ex magistrato, noto per essere stato consigliere regionale, annuncia l'intenzione di andare fino in fondo nella vicenda: «Pietro - dice - aveva sì qualche problema di depressione, che però non gli impediva di condurre una vita normale ed essere fisicamente efficiente. La sua morte, per le modalità con cui è avvenuta, è un fatto che ci sconvolge».

    Suicidio assistito di un ex magistrato La famiglia: «Siamostati tenuti all'oscuro» - Corriere.it

    Prendo spunto da questo caso umano per parlare di eutanasia e di suicidio assistito. Se del primo non ho alcun dubbio, è il secondo caso a farmi riflettere, la riflessione è ovviamente etica.

    Quando un uomo affetto da depressione, pur sapendo che vi sono cure adeguate al male oscuro, decide di farla finita e programma la propria morte affidandosi ad una struttura che lo assiste? Perche non suicidarsi nei modi che si conoscono ed affidarsi ad una clinica? Non si hanno ripensamenti sino alla fine? Perche non provare a curarsi, magari su consiglio proprio di quelle strutture mediche? magari la cosa è avvenuta e non lo sappiamo.

    Insomma questa notizia merita una discussione, cosa ne pensate?

  2. #2

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    Questo caso descritto è un pò buio quindi più di tanto non mi esprimo.
    Il suicidio assistito lo fanno corrispondere all'eutanasia.
    La differenza è che nell'eutanasia il medico ha un ruolo attivo, nel suicidio assistito (per rimanere borderline nella legge) il medico ha un ruolo passivo.
    Io personalmente sono favorevole all'eutanasia, ovviamente non obbligatoria.
    Ritengo una carognata di persone sadiche voler obbligare una persona a morire soffrendo di malattie non curabili.
    Rido poi che capita che le stesse persone che sono contrarie all'eutanasia sono favorevoli alla pena di morte confermando oltre modo la sadicità di questa cosa.
    Ma l'eutanasia avrà senso solo dopo aver permesso un testamento biologico.
    Nel caso valesse (toccata di maroni) se per una qualsiasi malattia o invalidità io non possa condurre una vita decente (essere autosufficiente, non allettato) donate i miei organi a chi ha bisogno (il fegato meglio di no ) e basta così.

  3. #3

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    Sono favorevolissimo all eutanasia e alla donazione degli organi.
    Trovo che,in alcuni casi, il mantenere in vita una persona sia un mero capriccio di familiari e parenti.
    Il suicidio assistito (escludiamo malattie incurabili ecc) è da prendere con le pinze perchè effettivamente una persona depressa non ha le forze per lottare da sola e va aiutata
    Quello che può essere un "sassolino" per me , diventa magari un macigno o una montagna intera per qualcun' altro.
    In questo caso trovo che sia un insulto, nei confronti di chi magari non è fortunato dal punto di vista della salute, togliersi la vita senza lottare.

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  4. #4

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    punti di vista interessanti i vostri, volevo sapere il parere di altri!

  5. #5
    Il Disgraziato
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    Il mio parere è un po' diverso....
    se avessi i soldi, ci andrei in svizzera.
    La firma è morta.

  6. #6

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    Sono favorevole all'eutanasia perchè ad un malato terminale si può concedere di andarsene senza atroci ed inutili sofferenze.O anche per quelle persone colpite da incidenti improvvisi che riducono a vegetale dove il tenere in vita sembra solo un accanimento inutile.
    Il suicidio lo ritengo una vigliaccheria,un offesa a coloro che hanno voglia di vivere ma non possono.Condivido il fatto che alcuni problemi in determinati momenti o stati d'animo possano sembrare degli oceani insuperabili ma non appoggio il modo scelto per uscirne definitivamente.

  7. #7

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    però l'uomo non dovrebbe avere il diritto di scegliere?

  8. #8

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    Quote Originariamente inviato da andre1 Visualizza il messaggio
    Sono favorevole all'eutanasia perchè ad un malato terminale si può concedere di andarsene senza atroci ed inutili sofferenze.O anche per quelle persone colpite da incidenti improvvisi che riducono a vegetale dove il tenere in vita sembra solo un accanimento inutile.
    Il suicidio lo ritengo una vigliaccheria,un offesa a coloro che hanno voglia di vivere ma non possono.Condivido il fatto che alcuni problemi in determinati momenti o stati d'animo possano sembrare degli oceani insuperabili ma non appoggio il modo scelto per uscirne definitivamente.
    Ehm rimanendo nel tema "clinico" l'unica differenza tra suicidio assistito ed eutanasia è il ruolo del medico.
    Nell'eutanasia il medico ha ruolo attivo (inietta lui il veleno), nel suicidio assistito ti mette in condizione di farlo da solo. E' una questione meramente "legale" perchè nel secondo caso il medico non ha effettuato eutanasia.
    Oggi esiste il suicidio assistito solo per compensare la mancanza legislativa sull'eutanasia (sempre all'estero ovviamente).
    Rimane (o dovrebbe rimanere) una procedura sotto controllo medico. Tu la chiami vigliaccheria, io la chiamo malattia. Dove stà la differenza? Stà nel fatto se il malato è aiutato e curato, la depressione può essere curabile. Altre malattie no. Se un depresso (inserite qui varie psicosi, non sono un medico) non è aiutato dal ssn o non ne ha le possibilità, e sfocia nel suicidio, di chi è la colpa?

  9. #9

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    Ehm rimanendo nel tema "clinico" l'unica differenza tra suicidio assistito ed eutanasia è il ruolo del medico.
    Nell'eutanasia il medico ha ruolo attivo (inietta lui il veleno), nel suicidio assistito ti mette in condizione di farlo da solo. E' una questione meramente "legale" perchè nel secondo caso il medico non ha effettuato eutanasia.
    Oggi esiste il suicidio assistito solo per compensare la mancanza legislativa sull'eutanasia (sempre all'estero ovviamente).
    Rimane (o dovrebbe rimanere) una procedura sotto controllo medico. Tu la chiami vigliaccheria, io la chiamo malattia. Dove stà la differenza? Stà nel fatto se il malato è aiutato e curato, la depressione può essere curabile. Altre malattie no. Se un depresso (inserite qui varie psicosi, non sono un medico) non è aiutato dal ssn o non ne ha le possibilità, e sfocia nel suicidio, di chi è la colpa?
    In questo caso la colpa è di chi non sta ad ascoltare la persona che ha bisogno.La mia frase forse era un po troppo in generale ma mirava alla categoria che per partito preso,senza cercare soluzioni,vede nella morte l'unica via di fuga.

  10. #10

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    Quote Originariamente inviato da Luigi Visualizza il messaggio
    però l'uomo non dovrebbe avere il diritto di scegliere?
    Certo Luigi tutti abbiamo il diritto di scegliere.Se parliamo di eutanasia dovremmo farlo prima in modo da non demandare ad altri la scelta quando per qualche motivo potremmo trovarci incapaci di intendere e volere.(E qui mi tocco per tutti ).Anche per il suicidio la scelta è lecita ma non condivisibile.


 

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