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  1. #1

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    I tagli ai tempi del Duce

    Aspettate a scaldarvi, leggete senza preconcetti

    Esce oggi in tutta Italia il nuovo libro di Bruno Vespa «Il Palazzo e la piazza. Crisi, consenso e protesta da Mussolini a Beppe Grillo»

    Poiché è stata la crisi del 2011-12 a suggerire l’idea di questo libro, e a fronte delle difficoltà incontrate dal go*verno Monti nel taglio della spesa pubblica, può essere interessante vedere come se la cavò Mussolini nell’altra Grande Crisi del secolo scorso. Come ogni regime dittatoriale, il fascismo spendeva grosse cifre per la difesa:all’inizio della crisi es*se rappresentavano il 32 per cento del bilancio statale, contro il 14 de*gli stanziamenti per opere pubbli*che. Ora, negli anni successivi al 1931, il bilancio della Difesa fu ta*gliato del 20 per cento, mentre lo stanziamento per opere pubbli*che fu quasi raddoppiato. («Nei primi dieci anni del mio governo* - amava puntualizzare il Duce- si è speso in opere pubbliche più di quanto abbiano speso i governi li*berali nei primi sessant’anni dal*l’Unità d’Italia»). Il bilancio della polizia, altra po*sta strategica del regime, fu decur*tato del 30 per cento, come quello della Giustizia, mentre gli stanzia*menti per le Colonie furono ridot*ti quasi del 50 per cento. Colpisce, invece, che non sia stato tagliato di una sola lira il bilancio della Pubblica istruzione. Nonostante la scuola fosse uno dei settori sui quali Mussolini puntava mag*giormente (famoso lo slogan «Libro e moschet*to »), l’istruzione non fu mai veramente «fascistiz*zata », perché tra gli stessi in*segnanti fascisti erano pochi quelli che accettavano di svuotare la scuola della sua funzione culturale appiatten*dosi completamente sulle esi*genze del regime. Furono ridotti del 20 per cento anche i servizi fi*nanziari, malgrado i robusti inter*venti per salvare banche e impre*se. Nella prima metà degli anni Trenta il bilancio dello Stato oscil*lò tra i 19 e i 21 miliardi di lire. Nel*l’esercizio finanziario 1930-31 il disavanzo fu limitato al 2,5 per cento, ma dall’anno successivo passò via via dal 20 al 35, per ridi*scendere al 10 nel biennio 1934-35 .
    Continua qui:

    http://www.ilgiornale.it/news/intern...si-853709.html

  2. #2

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    Si ma, siccome di bimbiminkia ce ne sono a bizzeffe, bisognerebbe quantomeno essere completi a dare le informazioni.
    Tanti BM inneggiano al fascismo su faccialibro, glielo farei vedere io cos'è il fascismo.
    Queste notizie incomplete sono delle trollate pazzesche.
    Luigi, sempre con rispetto e senza offesa naturalmente.

  3. #3

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    sono daccordo con te, ne ho preso spunto visto che è uscito un nuovo libro di Vespa e ne parla ampiamente. Il link riporta uno stralcio ben piu lungo del mio quote, cmq era per buttare un occhio su ciò che fu fatto decenni fa, quando la crisi imperversava come oggi.

  4. #4

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    ma lol
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  5. #5

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    Mi sembra ovvio che la scuola non avesse subito tagli, si cercava di inculcare dall'infanzia la forma mentis fascista
    Attento a te, mondo!

  6. #6
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    La cosa che mi fa rabbia è che si devono per forza cercare solo i lati negativi o quelli che fanno comodo.
    Perchè non parliamo del valore "vero" che si dava alla famiglia? e al lavoro? scommettiamo che ci sono stati
    più suicidi negli ultimi 5 anni che in quei venti? per non parlare di tutto il resto...

    So che non gliene frega niente a nessuno, ma non capisco perchè essere contro a priori.
    Fatemi un elenco di cose istituite dopo la guerra dalla cosiddetta "democrazia" che sia uguale a questo

    1. Assicurazione invalidità e vecchiaia, R.D. 30 dicembre 1923, n. 3184
    2. Assicurazione contro la disoccupazione, R.D. 30 dicembre 1926 n. 3158
    3. Assistenza ospedaliera ai poveri R.D. 30 dicembre 1923 n. 2841
    4. Tutela del lavoratore di donne e fanciulli R.D 26 aprile 1923 n. 653
    5. Opera nazionale maternità ed infanzia (O.N.M.I.) R.D. 10 dicembre 1925 n. 2277
    6. Assistenza illegittimi e abbandonati o esposti, R.D. 8 maggio 1925, n. 798
    7. Assistenza obbligatoria contro la TBC, R.D. 27 ottobre 1927 n. 2055
    8. Esenzione tributaria per le famiglie numerose R.D. 14 maggio 1928 n. 1312
    9. Assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali, R.D. 13 maggio 1928 n. 928
    10. Opera nazionale orfani di guerra, R.D.26 luglio 1929 n.1397
    11. Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (I.N.P.S.), R.D. 4 ottobre 1935 n. 1827
    12. Settimana lavorativa di 40 ore, R.D. 29 maggio 1937 n.1768
    13. Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (I.N.A.I.L.), R.D. 23 marzo 1933, n. 264
    14. Istituzione del sindacalismo integrale con l’unione delle rappresentanze sindacali dei datori di lavoro (Confindustria e Confagricoltura); 1923
    15. Ente Comunale di Assistenza (E.C.A.), R.D. 3 giugno 1937, n. 817
    16. Assegni familiari, R.D. 17 giugno 1937, n. 1048
    17. I.N.A.M. (Istituto per l’Assistenza di malattia ai lavoratori), R.D. 11 gennaio 1943, n.138
    18. Istituto Autonomo Case Popolari
    19. Istituto Nazionale Case Impiegati Statali
    20. Riforma della scuole “Gentile” del maggio 1923 (l’ultima era del 1859)
    21. Opera Nazionale Dopolavoro (nel 1935 disponeva di 771 cinema, 1227 teatri, 2066 filodrammatiche, 2130 orchestre, 3787 bande, 1032 associazioni professionali e culturali, 6427 biblioteche, 994 scuole corali, 11159 sezioni sportive, 4427 di sport agonistico.). I comunisti la chiamarono casa del popolo
    22. Guerra alla Mafia e alla Massoneria (vedi “Prefetto di ferro” Cesare Mori)
    23. Carta del lavoro GIUSEPPE BOTTAI del 21 aprile 1927
    24. Lotta contro l’analfabetismo: eravamo tra i primi in Europa, ma dal 1923 al 1936 siamo passati dai 3.981.000 a 5.187.000 alunni – studenti medi da 326.604 a 674.546 – universitari da 43.235 a 71.512
    25. Fondò il doposcuola per il completamento degli alunni
    26. Istituì l’educazione fisica obbligatoria nelle scuole
    27. Abolizione della schiavitù in Etiopia
    28. Lotta contro la malaria
    29. Colonie marine, montane e solari
    30. Refezione scolastica
    31. Obbligo scolastico fino ai 14 anni
    32. Scuole professionali
    33. Magistratura del Lavoro
    34. Carta della Scuola
    La firma è morta.

  7. #7

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    Quote Originariamente inviato da franziscko Visualizza il messaggio
    La cosa che mi fa rabbia è che si devono per forza cercare solo i lati negativi o quelli che fanno comodo.
    Perchè non parliamo del valore "vero" che si dava alla famiglia? e al lavoro? scommettiamo che ci sono stati
    più suicidi negli ultimi 5 anni che in quei venti? per non parlare di tutto il resto...

    So che non gliene frega niente a nessuno, ma non capisco perchè essere contro a priori.
    Fatemi un elenco di cose istituite dopo la guerra dalla cosiddetta "democrazia" che sia uguale a questo

    1. Assicurazione invalidità e vecchiaia, R.D. 30 dicembre 1923, n. 3184
    2. Assicurazione contro la disoccupazione, R.D. 30 dicembre 1926 n. 3158
    3. Assistenza ospedaliera ai poveri R.D. 30 dicembre 1923 n. 2841
    4. Tutela del lavoratore di donne e fanciulli R.D 26 aprile 1923 n. 653
    5. Opera nazionale maternità ed infanzia (O.N.M.I.) R.D. 10 dicembre 1925 n. 2277
    6. Assistenza illegittimi e abbandonati o esposti, R.D. 8 maggio 1925, n. 798
    7. Assistenza obbligatoria contro la TBC, R.D. 27 ottobre 1927 n. 2055
    8. Esenzione tributaria per le famiglie numerose R.D. 14 maggio 1928 n. 1312
    9. Assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali, R.D. 13 maggio 1928 n. 928
    10. Opera nazionale orfani di guerra, R.D.26 luglio 1929 n.1397
    11. Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (I.N.P.S.), R.D. 4 ottobre 1935 n. 1827
    12. Settimana lavorativa di 40 ore, R.D. 29 maggio 1937 n.1768
    13. Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (I.N.A.I.L.), R.D. 23 marzo 1933, n. 264
    14. Istituzione del sindacalismo integrale con l’unione delle rappresentanze sindacali dei datori di lavoro (Confindustria e Confagricoltura); 1923
    15. Ente Comunale di Assistenza (E.C.A.), R.D. 3 giugno 1937, n. 817
    16. Assegni familiari, R.D. 17 giugno 1937, n. 1048
    17. I.N.A.M. (Istituto per l’Assistenza di malattia ai lavoratori), R.D. 11 gennaio 1943, n.138
    18. Istituto Autonomo Case Popolari
    19. Istituto Nazionale Case Impiegati Statali
    20. Riforma della scuole “Gentile” del maggio 1923 (l’ultima era del 1859)
    21. Opera Nazionale Dopolavoro (nel 1935 disponeva di 771 cinema, 1227 teatri, 2066 filodrammatiche, 2130 orchestre, 3787 bande, 1032 associazioni professionali e culturali, 6427 biblioteche, 994 scuole corali, 11159 sezioni sportive, 4427 di sport agonistico.). I comunisti la chiamarono casa del popolo
    22. Guerra alla Mafia e alla Massoneria (vedi “Prefetto di ferro” Cesare Mori)
    23. Carta del lavoro GIUSEPPE BOTTAI del 21 aprile 1927
    24. Lotta contro l’analfabetismo: eravamo tra i primi in Europa, ma dal 1923 al 1936 siamo passati dai 3.981.000 a 5.187.000 alunni – studenti medi da 326.604 a 674.546 – universitari da 43.235 a 71.512
    25. Fondò il doposcuola per il completamento degli alunni
    26. Istituì l’educazione fisica obbligatoria nelle scuole
    27. Abolizione della schiavitù in Etiopia
    28. Lotta contro la malaria
    29. Colonie marine, montane e solari
    30. Refezione scolastica
    31. Obbligo scolastico fino ai 14 anni
    32. Scuole professionali
    33. Magistratura del Lavoro
    34. Carta della Scuola

    Il problema è che sei libero di scrivere, pensare, uscire con amici, andare al bar... quando sarai privato di questa libertà sarà troppo tardi per tornare indietro


  8. #8

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    Il Fascismo ha avuto caratteristiche sia positive che negative, non si può negare. Mussolini ha bonificato terreni, ristrutturato alcune zone italiane, bloccato l'inflazione (temporaneamente). Tuttavia a che prezzo? Al prezzo di negare la libertà di pensiero e la libertà di opporsi.
    Attento a te, mondo!

  9. #9
    Il Disgraziato
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    Non ho mai detto che era una cosa perfetta...
    fecero scappare in America il più gramde direttore d'orchestra che sia mai esistito, Toscanini,
    e per uno come me che vive (viveva) di musica, è troppo.
    E tante alte cose.
    Ma c'erano cose che andavano bene eh?

    Il ripudiare le cose cattive è anche normale, ma ignorare quelle buone a prescindere, no, questo no.
    INPS, INAIL, Case Popolari... le avesse fatte Stalin a quest'ora lo avrbbero santificato...
    O forse sono delle cose normali? Tanto normali che i nuovi governio ce le stanno togliendo...
    Meglio un dittatore che mi dà da mangiare che una falsa democrazia che mi togli tutto. Tutto.
    L'altro ieri si è ammazzato un altro pensionato a Modica...
    La firma è morta.

  10. #10

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    Mai detto che ignoro le cose buone che Mussolini ha fatto, lo so bene

    Riguardo al problema della nostra Repubblica Democratica fondata sul lavoro ("ma davvero?" verrebbe da dire) il problema è la società. Perché i politici, di destra, sinistra, centro, potranno fare quante campagne elettorali vogliono, quante "promesse" vogliono, potranno parlare meglio di Cicerone, ma se una persona è intelligente, non dico necessariamente acculturata, capisce se alla votazione ha fatto una scelta sbagliata o no. E non la commette di nuovo. La nostra società si divide in persone intelligenti e persone... che si lasciano comandare. Gente che insomma ragiona di pancia e non di testa. Cosa sbagliatissima, perché quando arrivi a ragionare così, un politico che tiene un'arringa entusiasmante, potrebbe anche dire un cumulo di sciocchezze, sarebbe comunque, probabilmente, acclamato.
    Attento a te, mondo!


 
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