Gabe Newell: ecco perché Valve ha creato le Steam Machine

 

Secondo Gabe Newell le Steam Machine si sono rese necessarie perché Microsoft sta rendendo la piattaforma PC progressivamente più chiusa, minandone l’evoluzione.

Gabe Newell, mitico CEO di Valve, famoso soprattutto per aver dato il via alla saga, mai conclusa per altro, di Half Life, ha parlato in un evento al margine del CES di Las Vegas, spiegando dal suo punto di vista perché un’azienda di soli 300 impiegati ha deciso di imbarcarsi in un’impresa altamente rischiosa come quella di creare delle console che poi console non sono, essendo di fatto dei normali PC ma con un sistema operativo proprietario.

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Ecco le sue parole: “È stato un grande anno per il PC. Abbiamo raggiunto il traguardo dei 65 milioni di account su Steam, con un picco di 6 milioni di utenti contemporaneamente collegati.

Grazie alla stagione natalizia appena trascorsa, abbiamo migliorato i ricavi del 62% rispetto allo scorso anno.

Ma la mia statistica preferita è quella che vede un pubblico più ampio per Dota 2 rispetto al Monday Night Football sulla Espn.

Perché stiamo assistendo a questa crescita continua? Perché i giochi si migliorano sempre e con essi anche l’hardware?

Riteniamo che tutto ciò sia dovuto al grado di apertura della piattaforma PC. Tutti coloro che agiscono in questo settore beneficiano della concorrenza che vi è all’interno. Twitter arriva, e dà il suo contributo.

Nvidia rilascia nuove schede video e tutti i giochi migliorano. Se uno sviluppatore di giochi rilascia un gioco migliore, allora la gente va a comprare un nuovo PC.

Questo è stato il motore della crescita. Un paio di anni fa abbiamo avuto le prime preoccupazioni sul fatto che questo grado di apertura venisse messo in discussione.

A quel punto abbiamo scelto tre strade da analizzare. Innanzitutto si è trattato di valutare le nuove opportunità dal punto di vista del sistema operativo e dell’interfaccia utente. Sviluppando Big Picture e adattando la nostra piattaforma a Linux avremmo avuto un sistema che tutti sarebbero stati in grado di usare”.

Poi è venuto l’hardware “L’hardware che viene usato su un aereo non è necessariamente la soluzione più ideale per il proprio salotto di casa.

Abbiamo quindi voluto affrontare una serie di problemi in termini di progettazione hardware e abbiamo iniziato a condividere le nostre conoscenze con i partner.

Infine, avevamo bisogno di un controller che fosse coerente con le modalità di interazione che le persone avrebbero avuto nel loro salotto.

La presenza di Steam Controller non vuol dire che le persone non utilizzeranno più il mouse, ma semplicemente che avranno un’altra opzione, che permetterà agli sviluppatori di dare agli utenti una grande esperienza di gioco anche in quell’ambiente”.

Insomma il sunto del pensiero di Newell è che, anche se non lo dice esplicitamente, le scelte di Microsoft starebbero progressivamente restringendo l’apertura della piattaforma PC, che poi sarebbe il motore principale che finora ne ha decretato il successo.

La sensazione personale è invece che, al di là di quanto detto, il problema principale sia stata la prospettiva che la crescente integrazione tra Xbox e Windows e l’evoluzione delle console, ora molto più simili a un computer, abbiano suggerito a Newell e a Valve che la propria piattaforma Steam fosse in pericolo, portando così l’azienda all’audace decisione di crearne una propria a dotata di un OS proprietario su cui Xbox non possa sbarcare a minacciare il proprio business. Solo il tempo potrà dire se sia stata la scelta giusta.



 
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