Iperspazio? Non è poi così eccitante come si vede al cinema

 

Chi non ha presente l’immagine allungata degli astri durante i viaggi nell’iperspazio? Siamo abituati dal cinema a questa immagine, presente in tutti i film di fantascienza in cui una nave spaziale viaggia a velocità superiore a quella della luce. Ma la scienza è appena intervenuta per spiegarci che la realtà è molto meno eccitante (almeno visivamente) di quanto la immaginiamo e di quanto il cinema voglia farci credere.

Un team di fisici della University of Leicester è intervenuta per puntualizzare che quei fili di luce a cui il cinema ci ha abituato non sarebbero in alcun modo possibili da vedere, questo in virtù dell’effetto Doppler.

L’effetto Doppler è quel fenomeno per cui la frequenza di un’onda ci appare come variabile se la sorgente che la emette è in movimento, per capirci, la sperimentiamo quotidianamente con i suoni delle sirene delle auto di soccorso, che ci sembrano più acuti quando l’auto si avvicina a noi, mentre si abbassano di frequenza quando l’auto ci sorpassa e si allontana da noi.

Ciò che succede, spiegato in termini fisici, è che le onde vengono compresse, apparendo più veloci, davanti alla sorgente in movimento e estese (o stiracchiate) dietro la sorgente, sembrando più lente. Questo fenomeno ha effetto su tutte le onde, dal suono fino alle particelle elementari come i fotoni.

 Chube porta il professore a poppa e accoppialo con l’iperguida!

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Tornando al reale aspetto di un viaggio a velocità ultra-luce, ciò che vedremmo è in stretta relazione con lo spettro della luce visibile, che è una parte molto ristretta della radiazione elettromagnetica emessa dal sole o da una stella in generale. L’occhio umano percepisce soltanto lunghezze d’onda comprese tra i 300 ed i 700 nanometri, accelerando oltre la velocità della luce, l’effetto Doppler modificherebbe la frequenza della luce in maniera tale che tutta la radiazione finisca nel range ultravioletto e risulti, dunque, invisibile.

Tutte le stelle, dunque, sarebbero totalmente invisibili, altro che effetti di luce allungata!

Mentre tutta la luce visibile verrebbe shiftata verso l’ultravioletto, però, una radiazione a più bassa frequenza verrebbe velocizzata alla lunghezza d’onda della luce visibile, si tratta della Radiazione Cosmica di Fondo.

In sintesi, se un giorno l’uomo riuscirà a viaggiare a velocità ultra-luce (e, visti i progressi della scienza dalla comparsa dell’uomo ad oggi, non si può assumere che ciò sia del tutto impossibile) questo è ciò che vedrebbe.

Chube! E’ meglio cambiare il giunto di potenza negativo.

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Fonte: urlVR-Zone
 

 

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