Review AMD Radeon R9 290: analisi tecnica e prestazionale!

 

AMD Radeon R9 290 nel dettaglio

L’AMD Radeon R9 290 si presenta con un design immutato rispetto ai modelli di fascia alta, più precisamente rispetto alle R9 280X e R9 290X. Occupa 2 slot in larghezza mentre in lunghezza risulterà leggermente sporgente quando installata nelle schede madri ATX. Va installata su uno slot PCI-Express 16X di terza generazione, quindi con le mainboard di ultima generazione sarà in grado di garantire un bandwidth sino a 32 GB/s. Per quanto concerne le uscite video, anche se può sembrare la canonica combo usata nella maggior parte delle schede video prodotte da AMD e NVIDIA, in realtà c’è stata una variazione importante: entrambe le porte DVI “conducono” solo segnali digitali, a differenza delle schede video di categoria inferiore, dove una delle due porte DVI offre anche i segnali analogici.

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Ciò significa che non funzionerà il classico adattatore DVI->VGA e pertanto il supporto ai vecchi monitor non c’è più, a nostro avviso ciò non è un problema, d’altronde è difficile che un utente acquisti una scheda video di questo calibro e l’abbini con uno schermo non all’altezza. Inoltre questa scelta ha uno scopo ben preciso, ciò permetterà di gestire 3 monitor (tramite la tecnologia Eyefinity) con le 2 porte DVI e HDMI, senza l’utilizzo dei costosi adattatori DisplayPort (o eventuali monitor con questo standard integrato).

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Il retro della scheda non adotta un back-plate in quanto non ci sono componenti da dissipare, ma non escludiamo che in alcune variati custom tale accessorio venga inserito per un fattore di protezione. Il dissipatore è fissato al PCB con oltre 15 viti, inoltre in corrispondenza della GPU c’è il classico rinforzo ad X con “viteria a molla”, per garantire un sicuro serraggio.

L’AMD Radeon R9 290 adotta ben 16 chip di memoria GDDR5 (posizionati attorno alla GPU), per una capacità totale di 4 GB. Sono prodotti da SK Hynix e sono nelle varianti “H5GQ2H24AFR-R0C”. Tramite il datasheet sappiamo che sono certificati per operare ad una frequenza di 1500 MHz. Poi in realtà, a causa del loro elevato numero, oltre alle alte temperature di funzionamento di questa VGA, AMD ha scelto di limitare la loro frequenza ad un valore pari a 1250 MHz. 

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La Radeon R9 290 senza dissipatore.

Il processore grafico “Hawaii” ha generose dimensioni (438 mm2), il nucleo centrale è di forma rettangolare. Da notare come non ci siano le classiche scritte (codici prodotto, ecc) incise direttamente sul Die, ma al fine di massimizzare il contatto con il dissipatore (favorendo in piccola parte lo scambio termico) sono state spostate sui supporti laterali.

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La circuiteria di alimentazione è affidata ad un design a 5+1+1 fasi, con componenti elettronici di elevata qualità, caratteristica consona ai prodotti di tale fascia. L’alimentazione principale viene fornita dalla combinazione di un connettore PCIe 8 PIN e uno a 6 PIN, oltre allo slot PCI-Express 16X. Complessivamente questa configurazione offre circa 300 W di potenza disponibile, lasciando quindi un certo margine per l’overclock, infatti ricordiamo che il TDP indicato da AMD per questa scheda video si attesta a 250 Watt.

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Da notare come non siano presenti i connettori per la tecnologia CrossFire, infatti la serie Radeon R9 290 implementa la sua gestione direttamente tramite un controller interno al processore grafico e sfrutta una parte del bandwidth dello slot PCI-Express 16X per comunicare con le altre schede video nel sistema. Al momento sembrerebbe possibile gestire 2 0 3 sample simultaneamente, nessuna notizia ufficiale su una eventuale quarta scheda. Il sistema di raffreddamento non ha subito variazioni, ma, come vedremo successivamente, sono state implementate una serie di modifiche nella gestione software della ventola al fine di ridurre il rumore prodotto.

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La scheda si avvale di una piastra/heat sink in alluminio che si occupa principalmente di dissipare il calore generato dai chip di memoria e dalla circuiteria di alimentazione. La GPU si affida ad un dissipatore con tecnologia Vapor Chamber con design tradizionale a multi lamelle orizzontali. Infine, alla destra trova posto la classica ventola a turbina. Proseguiamo con la metodologia di test e con la nostra analisi prestazionale sul prodotto.

 


 
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