Review WD Black² Dual Drive: lo storage definitivo per i notebook!

 

Installazione e funzionamento

Se il WD Black2 andrà usato come upgrade per un notebook dove è già installato il sistema operativo, il metodo più semplice è quello di collegare il dispositivo WD tramite la dock USB fornita in dotazione, in questo modo lo si può formattare e successivamente clonare via software, dopodiché non ci rimane che smontare l’HDD originale e sostituirlo con il nuovo WD Black2.

Procediamo con ordine, sia che sfruttiamo una porta SATA supplementare o la dock USB, il procedimento che andremo a descrivere non cambia e in ogni caso andrà effettuato. Bisognerà inserire la pendrive in dotazione e ciò avvia un script che apre automaticamente il browser con la pagina di download dei driver/software necessario, eventualmente lo si può scaricare anche manualmente recandoci sulla pagina di supporto ufficiale WD.

WD Black² Dual Drive installazione

WD Black² Dual Drive installazione 1

Avviando il file scaricato ci appare un’interfaccia grafica che ci offre varie opzioni: aggiornare il software/firmware, installare i driver e visionare il manuale del prodotto. In questo caso procediamo con l”installazione, i passaggi sono semplici e intuitivi.

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Dopo pochi istanti il WD Black2 è pronto per il suo utilizzo, Windows lo identifica con la dicitura “WDC WD1001X06X-00SJVt0″. Se avviamo la suite “Gestione Disco” possiamo evidenziare come l’unità sia effettivamente vista come un unico disco partizionato in due parti, la prima consiste nell’unità SSD da 120 GB (poco meno di 112 GB sfruttabili) e l’altra dell’Hard Disk meccanico da 1 TB (circa 930 GB).

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A questo punto si può procedere normalmente con l’installazione del sistema operativo (o eventualmente clonarlo) e di tutto ciò che ci interessa, le unità vengono viste separate anche dal pannello “risorse del computer”, quindi la loro gestione è facile e intuitiva.

Segnaliamo che è anche possibile procedere con un altro metodo, cioè creare un’unica partizione (da circa 1050 GB) che verrà gestita autonomamente (prima si occupa lo spazio inerente l’unità SSD e successivamente Hard Disk). Inoltre non escludiamo che sfruttando software di terze parti sia possibile implementare un sistema di caching intelligente, cioè velocizzare automaticamente i file/documenti più utilizzati.

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Come ultimo approfondimento, segnaliamo che procedendo come consigliato dai progettisti WD, in fase di installazione del sistema operativo vengono viste entrambe le partizioni/unità, quindi eventualmente si può installare il sistema operativo anche sull’Hard Disk e non solo sull’SSD (può essere utile nel caso usassimo un Dual Boot, per gli altri casi andrà ovviamente usato SSD per giovare delle migliori performance).

SONY DSC

Proseguiamo con la metodologia di test e con la nostra analisi prestazionale.

 



 

 

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