Review WD Black² Dual Drive: lo storage definitivo per i notebook!

 

CrystalDiskMark

CrystalDiskMark è un programma dedicato all’analisi prestazionale del comparto storage, sia basato su memoria flash che per i tradizionali Hard Disk meccanici. Tramite l’esecuzione di più prove evidenza le prestazioni in lettura e scrittura, nella modalità sequenziale e con file di dimensione di 4 KB e 512 KB. Di seguito i risultati che abbiamo ottenuto:

WD Black² Dual Drive Test 2

Il WD Black2 per quanto concerne la partizione da 1 TB, offre prestazioni variabili in base allo specifico test effettuato. Nel dettaglio, con file di ridotte dimensioni (i test 4K/4K QD32) si aggira intorno al singolo MB/s, sino a superare i 115 MB/s nei test sequenziali. Questi valori sono nella norma per gli Hard Disk da 2,5″ con velocità di rotazione di 5400 RPM.

Come prevedibile, il modulo SSD offre prestazioni decisamente più esaltanti, sia con file di ridotte dimensioni (tra i 29 MB/s e i 240 MB/s) sia nei test sequenziali (con picchi di oltre 400 MB/s). Questi risultati sono buoni (superiori anche ai dati ufficiali del produttore), seppur va detto, non sono al livello delle singole unità SSD pensate per dare il massimo.

WD Black² Dual Drive Test 3

In scrittura, la velocità dell’unità SSD è limitata a circa 150 MB/s (non satura neanche la banda del SATA 2). Questa situazione ci è capitata anche in altri contesti, generalmente questo limite si evidenzia in alcuni SSD con tagli da 60/64/120/128 GB ed il motivo è dato dall’uso di un minor numero di chip di memoria rispetto ai loro fratelli maggiori. Nel caso odierno, il WD Black2 sfrutta soli 2 chip NAND a causa del suo ridotto ingombro, quindi questa teoria è plausibile. 

Comunque se lo si confronta con l’unità meccanica da 1 TB (anche il modello desktop WD10EZEX), si può notare come le velocità con file da 4K siano decisamente migliori (quasi cento volte superiori nel test 4K QD32). Considerando che il sistema operativo dispone di migliaia di file di piccolissime dimensioni che vengono continuamente richieste per il funzionamento dei programmi e dello stesso sistema operativo, è evidente che questo dato sia importante ed offra un vantaggio non indifferente all’architettura dei dischi a stato solido.

 



 

 

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