Blizzard: via la casa d’aste da Diablo III, snatura il gioco

 

Blizzard ha annunciato di voler chiudere la casa d’aste di Diablo III, secondo il parere della software house, la vendita di oggetti all’asta sta diventando il principale meccanismo di gioco, che invece avrebbe dovuto essere l’uccisione di mostri.

“Quando abbiamo progettato ed implementato la casa d’aste, l’obiettivo che ci ha guidato è stato quello di fornire un sistema conveniente e sicuro per gli scambi. Ma, come abbiamo già detto in altre occasioni, è divenuto sempre più chiaro che, a prescindere dai benefici della casa d’aste e dal fatto che molti giocatori in tutto il mondo la utilizzino, il sistema ha finito per offuscare quello che era lo scopo principale del gioco: ‘uccidere i mostri per ottenere ricchi bottini’. Avendo presente l’obiettivo principale, vogliamo far sapere a tutti i giocatori che abbiamo deciso di eliminare, da Diablo III, il sistema di aste basato sull’oro e sul denaro reale.”

Neppure la casa d'aste di Diablo III sopravvive alla crisi

Neppure la casa d’aste di Diablo III sopravvive alla crisi

La rimozione del sistema di aste da Diablo III dovrebbe avvenire il 18 marzo del 2014, dunque i giocatori hanno ancora diversi mesi per procurarsi oggetti interessanti e venderli, scambiarli o acquistarli. Come avverrà l’eliminazione della casa d’aste non è ancora dato saperlo. Blizzard sta studiando delle alternative ed ha assicurato che, con l’espansione attualmente in sviluppo “Reaper of Souls” e Loot 2.0, l’esperienza di gioco sarà ancora più soddisfacente.


Fonte: urlVR-Zone
 
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  • Giordano Squadroni

    Sinceramente per me la via giusta sta nel mezzo: giusto magari rendere disponibili ad altri pezzi che magari a qualcuno non servono, ma non va bene che uno che comincia, spendendo 100 euro, si fa un pg che ha tutto il massimo.. magari senza aver manco fatto il livello Inferno. E servirebbe anche un bel cambio di % drop: poche cose e rare…. Non è questo il modo di far “vivere un gioco”: quando è troppo dura, la gente smette, per il principio semplice che deve essere un gioco, non un mestiere o una missione.

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