Samsung getta le basi per gli smartphone con Kinect

 

Siamo passati dalla combinazione tastiera e mouse all’interfaccia touch, oggi utilizzata soprattutto in smartphone e tablet ma che potrebbe presto affermarsi anche nei PC Desktop grazie a Windows 8 e alla sua interfaccia Metro, ma ci sono già segni della sua evoluzione. Le basi per il nuovo modo di comunicare ed impartire comandi al PC sono già state create.

Quando Microsoft presentò per la prima volta Kinect brillarono gli occhi agli sviluppatori di tutto il mondo, il nuovo sistema di controllo della Xbox era stato pensato per rilevare e riconoscere il movimento di un corpo posto davanti ai suoi sensori, traducendo i gesti in comandi di gioco, ma le sue potenzialità andavano ben oltre e si sono intuite fin da subito.

Kinect, ad oggi, è stato adattato in campo medico, nella ricerca, ovviamente è stato utilizzato anche per esperimenti casalinghi più disparati, ma è arrivato perfino nello spazio, coinvolto in un progetto rivoluzionario per il calcolo del peso degli astronauti in orbita.

Si può quindi affermare, senza dubbio, che in futuro comunicheremo col PC tramite gesti.

Il sensore di Samsung cattura immagine e profondità contemporaneamente

Il sensore di Samsung cattura immagine e profondità contemporaneamente

Ma se credete che soltanto sul PC sarà possibile abbandonare gli input impartiti tramite tastiere e touchscreen (affrancandoci dalle fastidiose ditate sullo schermo), allora avete un’immaginazione molto limitata e gli sviluppatori di Samsung hanno creato qualcosa che vi farà ricredere.

Si tratta di un sensore CMOS per smartphone, un tipico obiettivo digitale, che è in grado di catturare contemporaneamente sia l’immagine che la profondità degli oggetti ripresi.

Il sensore è composto da una matrice di pixel RGB (aspetto comune a tutti gli altri sensori CMOS) sovrapposta ad uno strato di z-pixel, tra i due strati è presente una barriera che non funge solo da separatore, ma è anche in grado di amplificare la luce catturata dallo z-pixel, di fatto amplificandone la superficie di tre volte la taglia reale.

Nel funzionamento normale, il sensore può riprendere immagini alla risoluzione di 1920×720 punti, mentre con lo z-pixel attivo la risoluzione scende a 480×360 pixel, in questa seconda modalità di funzionamento, anche la profondità di campo viene catturata.

Questo sensore, posto sulla parte frontale di uno smartphone, riconoscerà i movimenti delle mani e la profondità dei gesti, permettendo di utilizzarli per impartire comandi senza che si tocchi il display touch. Il comando verrà impartito in aria, ovvero premendo un tasto immaginario nello spazio circostante il sensore, sarà come avere Kinect su uno smartphone, ecco l’evoluzione del tocco.

Fonte: urlElectronista
 
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