UE: proposta di abbattare i costi del roaming in Europa

 

Neelie Kroes ha annunciato ieri al Parlamento europeo la proposta di abolire i costi di roaming in Europa. Il pacchetto di norme dovrebbe vedere la luce entro Pasqua 2014.

Neelie Kroes, Commissario europeo per le telecomunicazioni e l’agenda digitale, ha annunciato ieri al Parlamento europeo che presto proporrà di abolire i costi di roaming in Europa. Se non ci saranno intoppi, nei progetti della Kroes il pacchetto di norme dovrebbe entrare in vigore entro la Pasqua del 2014.

Una buona notizia dunque non solo per chi viaggia e si ritrova a dover utilizzare tariffe maggiorate per fare o ricevere telefonate da e verso l’Italia da un Paese europeo ma soprattutto per chi lo fa per lavoro. Fino ad oggi infatti il meccanismo che ci consente di utilizzare lo smartphone anche quando siamo all’estero, fuori dalla portata dei ripetitori del nostro provider, appoggiandoci dunque alla rete di un carrier locale, prevede una commissione per l’azienda straniera, cosa che rende dunque ovviamente più costoso chiamare dall’estero verso l’Italia o viceversa.

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In realtà già dal 2007 c’è in vigore per tutti i 27 Paesi dell’Unione e anche per Islanda, Norvegia e Liechtenstein, un’importante norma della Commissione europea, la cosiddetta Eurotariffa, che ha messo dei limiti ai costi per telefonate e SMS e il cui tetto si abbassa ogni anno. Attualmente ad esempio, a prescindere dall’operatore e considerando le tariffe base, chiamare l’Italia da uno dei Paesi dell’Unione Europea costa 35 centesimi al minuto, mentre mandare un SMS costa 10.9 centesimi e dal prossimo 1° luglio i prezzi scenderanno ancora, passando rispettivamente a un massimo di 28.8 e 9.6 centesimi di euro.

Sempre grazie all’Eurotariffa inoltre ora per il roaming si pagano 9.7 centesimi per ogni minuto di conversazione, che da luglio scenderanno a 8.4 centesimi. Tuttavia l’obiettivo della Kroes è quello di cancellare questa voce di spesa, lasciando invece in essere l’Eurotariffa per i restanti aspetti. L’iter comunque non sarà così semplice.

La Kroes si è mostrata molto determinata a portare avanti quella che ha definito “una battaglia per mostrare ai cittadini che la UE influisce davvero sulle loro vite”, aggiungendo inoltre che le nuove norme sarebbero positive anche per l’economia del continente, perché “abbattere barriere fa bene alla crescita” ma ovviamente i fautori del mercato libero, solitamente aziende ed imprenditori, non certo cittadini, non saranno molto contenti.

La stessa Eurotariffa è stata in passato fonte di numerose polemiche da parte di molti operatori di telefonia, essendo considerata un’intromissione poco opportuna nel libero mercato. Del resto l’ETNO, l’associazione che riunisce gli operatori europei delle telecomunicazioni, si era già fatta sentire in merito due giorni fa sostenendo in un comunicato che “Il mercato unico non deve essere imposto attraverso nuovi vincoli. Reti e operatori ormai abbondano in gran parte dei Paesi, ma hanno bisogno di un quadro normativo più semplice, che renda più facile investire. Così si potrà arrivare a un mercato digitale comune in modo naturale”.

Stranamente però si può notare che i quadri normativi semplificati in questa visione dovrebbero sempre essere a vantaggio delle imprese, mai dei cittadini. Inutile quindi aggiungere che, proprio da cittadini, ci auguriamo che la Kroes possa avere la meglio in questa battaglia.



Fonte: urlANSA
 

 

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